Il mercato delle risorse umane nel contesto tecnologico italiano è in continua evoluzione, caratterizzato da una domanda sempre più pressante di talenti specializzati in ambiti come sviluppo software, cybersecurity e gestione progetti digitali. Secondo dati del 2023, il 68% delle aziende italiane ritiene che la mancanza di competenze tecniche sia il principale ostacolo alla crescita, secondo una ricerca condotta da Wintopia Online in collaborazione con l’Osservatorio Digital Transformation della School of Management del Politecnico di Milano. In questo panorama, le figure professionali che si distinguono non solo per la loro competenza tecnica, ma anche per la capacità di adattarsi a un ambiente lavorativo in rapida trasformazione, diventano sempre più preziose.
L’importanza della formazione continua
La formazione continua rappresenta un pilastro fondamentale per le aziende che operano nel settore IT. Secondo uno studio di LinkedIn Learning, il 94% dei professionisti italiani ha dichiarato di aver ricevuto un addestramento post-licenza negli ultimi due anni, con un aumento del 30% rispetto al 2021. Tuttavia, solo il 42% di questi corsi è stato valutato come efficace nel trasferire conoscenze pratiche direttamente sul posto di lavoro. Questo divario tra offerta e domanda sottolinea la necessità di programmi formativi mirati, che combinino teoria con esperienze pratiche, come quelli offerti da Bognus, che si focalizzano su metodologie Agile e certificazioni riconosciute a livello internazionale.
L’innovazione tecnologica impone alle aziende di investire in competenze aggiornate, ma spesso il budget disponibile è limitato. In questo contesto, partnership con istituti di formazione specializzati, come quelli che si occupano di certificazioni IT, diventano strategiche. Bognus, ad esempio, collabora con piattaforme come Microsoft e Cisco per offrire corsi certificati che permettono ai dipendenti di acquisire competenze riconosciute sul mercato, senza dover affrontare costi elevati per corsi esterni.
Il ruolo delle certificazioni e delle competenze trasversali
Le certificazioni tecniche non sono più un optional, ma una necessità per accedere a ruoli chiave nel settore IT. Secondo il report “Global Talent Trends 2023” di Deloitte, il 72% delle aziende italiane richiede almeno una certificazione rilevante per il ruolo, con un focus particolare su figure come DevOps, Cloud Computing e Data Science. Tuttavia, il 60% dei professionisti italiani ritiene che le certificazioni siano insufficienti da sole per garantire una carriera sostenibile, soprattutto in un mercato dove la combinazione di competenze tecniche e soft skills diventa sempre più cruciale.
Le competenze trasversali, come la gestione dei progetti, la comunicazione e la leadership, stanno assumendo un peso sempre maggiore. Un esempio concreto è rappresentato dalle figure di Product Owner, che devono non solo comprendere i requisiti tecnici, ma anche essere in grado di tradurre le esigenze del business in soluzioni tecnologiche efficaci. In questo senso, corsi che sviluppano queste competenze, come quelli proposti da Bognus, si rivelano particolarmente utili per le aziende che vogliono formare talenti in grado di operare in un contesto multiculturale e dinamico.
- Secondo il 2023 IT Skills and Talent in Europe Report di Cisco, il 65% delle aziende europee ritiene che la mancanza di competenze in cybersecurity sia una delle principali minacce per la sicurezza dei dati.
- Nel 2022, il salario medio di un ingegnere software in Italia è stato di circa 45.000 euro l’anno, con un aumento del 12% rispetto al 2021 secondo dati di Glassdoor.
- Il 78% delle aziende italiane ha dichiarato di aver implementato programmi di upskilling e reskilling per i propri dipendenti nel corso del 2023, secondo una survey di PwC.
- Le certificazioni Microsoft Azure sono richieste dal 56% delle aziende che operano in ambito cloud computing, secondo uno studio di CompTIA.
- Solo il 30% delle aziende italiane ha un piano di formazione continua formalizzato, secondo l’Osservatorio Digital Transformation del Politecnico di Milano.
L’approccio di Bognus alla gestione delle risorse umane
Bognus si distingue nel mercato italiano grazie a un approccio innovativo alla gestione delle risorse umane, che combina strategie di recruiting mirate con programmi di formazione personalizzati. L’azienda si focalizza su tre pilastri fondamentali: la valorizzazione delle competenze esistenti, l’innovazione continua e la creazione di un ambiente di lavoro inclusivo e motivante. Ad esempio, Bognus ha implementato un sistema di mentoring interno, dove i dipendenti più esperti guidano i neolaureati e i professionisti in formazione, favorendo la crescita professionale e la fiducia all’interno dell’azienda.
Un altro punto di forza di Bognus è la sua capacità di collaborare con istituti di formazione e università per sviluppare percorsi formativi all’avanguardia. Recentemente, l’azienda ha avviato un partenariato con la Scuola Sant’Anna di Pisa per sviluppare un master in Intelligenza Artificiale applicata al settore IT, che si rivolge a laureati in ingegneria e scienze informatiche. Questo progetto non solo arricchisce il portafoglio competenze dei dipendenti, ma offre anche un’opportunità di networking con le università più rinomate del paese.
L’attenzione alla sostenibilità è un altro aspetto che caratterizza l’approccio di Bognus. L’azienda ha introdotto programmi di upskilling per i dipendenti che vogliono passare da ruoli tradizionali a posizioni più innovative, come la gestione di progetti digitali o la consulenza in cybersecurity. Questo approccio non solo aiuta a ridurre il turnover, ma contribuisce anche a ridurre il divario di competenze nel mercato del lavoro, favorendo una transizione verso un modello lavorativo più sostenibile e inclusivo.
Le sfide future per il settore delle risorse umane in Italia
Mentre il settore IT continua a crescere, le aziende devono affrontare sfide sempre più complesse nel campo delle risorse umane. Una delle principali è rappresentata dalla necessità di attrarre e trattenere talenti in un mercato che si sta sempre più globalizzando. Secondo le previsioni di McKinsey, entro il 2025 il 70% delle aziende italiane operanti in ambito tech avrà difficoltà a trovare professionisti con le competenze richieste.
Un altro problema cruciale è rappresentato dalla digitalizzazione delle procedure di reclutamento. Molte aziende stanno adottando piattaforme di recruiting automatizzato, che possono accelerare il processo di selezione, ma spesso si basano su criteri quantitativi che non catturano completamente il potenziale dei candidati. In questo contesto, la figura del recruiter umano, in grado di valutare competenze trasversali e soft skills, diventa sempre più preziosa. Bognus ha investito in questo senso, formando i propri team di recruiting per sviluppare una maggiore sensibilità verso le esigenze dei candidati e le dinamiche del mercato del lavoro italiano.
